lunedì 14 maggio 2018

progettare e stampare in 3D: le nuove frontiere dell'artigianato




Progettare e stampare in 3D: le nuove frontiere dell’artigianato

Si parla di Industria 4.0: la visione della manifattura del prossimo futuro, in cui diverse tecnologie digitali si integrano con i sistemi fisici tradizionali interconnettendo risorse aziendali (persone, prodotti, macchine) per aumentare la competitività delle catene del valore. Ma lo scenario sembra appartenere anche all’artigianato. Perché la rivoluzione non è solo tecnologica. Il fattore umano, la tradizione, la passione e soprattutto l’unicità di un prodotto rappresentano il centro nevralgico della produzione esclusiva, di nicchia e non di serie. Anche il Piano italiano ne parla: rilanciare le attività manifatturiere con l’obiettivo di supportare e incentivare il rinnovo di impianti e macchinari, investire in ricerca e sviluppo e stimolare, principalmente, la creazione di nuove competenze differenzianti. Rinforzare il Capitale Umano quindi investendo in formazione. Corsi in Progettazione e stampa 3D necessari oggi per ottimizzare tempi e risorse.
In quali settori la creazione dei prototipi può spaziare? Nel settore calzaturiero, della componistica meccanica, oreficeria, automotive, edilizia e in tutte le attività di produzione di pezzi di ricambio (elettrodomestici, per veicoli, assemblaggio, confezionamento, manutenzione). Anche la micro impresa può essere al passo coi tempi e diventare molto più innovativa. In Confartigianato imprese Latina eroghiamo corsi di formazione in progettazione e stampa 3D, per tutte le esigenze e attività.
Informati presso la nostra sede, all’Ufficio Formazione tel. 0773666593 oppure manda un’email a: latina.formazione@mail.confartigianato.it


sabato 12 maggio 2018

nuovi obblighi per le imprese: dalla E-invoice alla Privacy, sanzioni per chi non adempie








Nuovi obblighi per le imprese: dalla e-invoice alla privacy, sanzioni per chi non adempie



Entrano in vigore vari decreti che comportano obblighi per le aziende e sanzioni salatissime per chi non adempie. Importante è essere informati a seconda del settore in cui si opera. Confartigianato è vicina alle imprese del territorio con un'azione di divulgazione delle informazioni. Grazie all'organizzazione di un ciclo di seminari completamente gratuiti su varie tematiche che abbracciano le attività produttive locali. Per tutte le imprese, l'associazione di categoria, tramite propri sportelli in sede, consulenti e tecnici, è in grado di supportare ed assistere.

Di seguito gli aggiornamenti normativi:

  • per le imprese del settore eno-gastronomico:

Etichettatura e Menù: dal 9 maggio viene applicato il Decreto sanzioni n.231 relativo alle indicazioni per i prodotti alimentari e la loro somministrazione

  • per tutte le attività:

Privacy: adeguamento per tutte le aziende sul trattamento dei dati

  • per tutte le imprese:

fatturazione elettronica: 48 giorni dall'e-invocice day del 1° luglio 2018



Inoltre, il prossimo seminario gratuito, previsto per il prossimo 22 maggio alle ore 17, verterà slla rimozione e smaltimento dell'amianto, tema di grande attualità soprattutto per le imprese del settore edile e indotto.



Per prenotarsi: contattare la Confartigianato imprese Latina allo 0773.666593








giovedì 10 maggio 2018

Il futuro è artigiano: tra Sapere e Saper fare




(ESTRATTO DALLA PUBBLICAZIONE "SAPER FARE EDIZIONE 2" , a cura della dott.ssa Marina Gargiulo - Confartigianato imprese Latina)


Le competenze: tra sapere e saper fare
La didattica delle competenze è spesso descritta come una moda importata dal mondo anglosassone. In realtà, il nesso fra il conoscere e l’agire è un tratto importante della tradizione del pensiero occidentale. È difficile negare che la forte enfasi posta sulle competenze, quale vero e proprio principio di individuazione della nuova scuola, soprattutto a livello di insegnamento secondario, può suscitare inizialmente una accentuata diffidenza. Non si tratta soltanto del riflesso condizionato, indotto dall’introduzione di una novità, anche se non sempre si riflette sulla larga diffusione di un atteggiamento fondamentalmente conservatore nel mondo  della scuola. Indipendentemente dalle diverse “sensibilità” politico-culturali, e spesso anche in contrasto con un approccio generale di ispirazione progressista, accade infatti molto spesso che l’operatore scolastico non sia disposto in maniera pregiudizialmente favorevole nei confronti delle novità. Tanto più se, come in questo caso, il “nuovo” può sembrare limitato al piano meramente linguistico, senza che nella sostanza si possa avvertire un cambiamento effettivo. D’altra parte (come già è accaduto per altre questioni non meno importanti) l’esigenza di un allineamento con le direttive europee in tema di formazione impone di superare ogni incertezza, disponendosi ad accogliere e a praticare quella che, in ogni caso, potrebbe essere una positiva riformulazione delle modalità dell’insegnamento

L’orientamento all’azione
Un primo passo concreto nella direzione ora indicata può essere compiuto sciogliendo l’opacità del termine impiegato. Come si legge nella ormai copiosa documentazione disponibile, risultato di appuntamenti di studio e di ricerche spesso di notevole accuratezza, col termine “competenza” si intende indicare una sintesi fra le conoscenze in senso stretto e le abilità. Per dirla in altri termini, fra il “sapere” e il “saper fare”. A questo primo e fondamentale connotato, volto principalmente a ridimensionare, se non proprio a cancellare totalmente, la dimensione meramente “contemplativa” delle conoscenze, attraverso il nesso imprescindibile fra il conoscere e l’agire, si aggiunge una seconda e non meno rilevante caratteristica. Poiché, come già si è accennato, le competenze devono essere tali da consentire di agire, e poiché l’azione non si sviluppa concretamente mai, se non in rapporto a un contesto sociale determinato, ciò che si tratta di introdurre mediante la didattica delle competenze è una più specifica attenzione alle relazioni interpersonali e sociali nelle quali si inserisce l’azione. Connettendo insieme i tre elementi finora emersi, vale a dire le conoscenze, le abilità e il contesto sociale, e valorizzando soprattutto il rapporto organico fra essi intercorrente, risulta allora più chiaro quale sia l’orizzonte di senso generale, nel quale si inscrive questa nuova frontiera della didattica. Non si tratterà, dunque, né di prescindere dalla coltivazione del sapere, né di concepirlo come qualcosa che vada sempre e comunque immediatamente finalizzato all’azione, ma piuttosto di valorizzare aspetti e dimensioni del sapere che , a ben vedere, sono in realtà indissolubili dal “sapere” nella sua accezione più appropriata.

Lavoro: il futuro è nell’artigianato e nei prodotti fatti a mano 
La grande tradizione artigianale italiana non è affatto destinata a scomparire: anzi, nei prossimi anni aumenteranno le richieste di professionalità basate su competenze umane che le macchine non possono rimpiazzare: manualità, ingegno e creatività. Recenti studi sulle tendenze dell'occupazione nei paesi ad alto reddito concordano nell'affermare che l'artigianato e tutti i lavori basati sul "saper fare con le mani" saranno tra le professioni più ricercate nei prossimi 10 anni. Se da un lato la nostra vita sarà sempre più permeata da tecnologia, informatica e robotica, dall’altro nei prossimi anni il mondo del lavoro sarà caratterizzato dalla crescente richiesta di professionalità basate su competenze umane.  Tra i paesi industrializzati l’Italia gode di un posto “privilegiato” in questo senso perché vanta la più celebrata tradizione della “bottega artigiana” e l’eccellenza della sua produzione manuale è riconosciuta a livello globale: liuteria, sartoria, vetreria, oreficeria, prodotti agroalimentari, meccatronica, biciclette, componentistica. In un Paese come l’Italia, famoso per i suoi prodotti di alta qualità e per il suo ineguagliabile Made in Italy, dove la disoccupazione giovanile è altissima e scarseggiano carpentieri, fornai, sarti, l’artigianato diventa una grande opportunità. Il ‘saper fare’ rimane un ingrediente indispensabile per l’intero settore manifatturiero italiano e contaminandolo con i nuovi saperi tecnologici, l’Italia si ritrova tra le mani un formidabile strumento di crescita e innovazione.   Le potenzialità del settore sono confermate dalla Commissione Europea che, in uno studio del 2016 intitolato “Business Innovation Observatory – Collaborative Economy: collaborative production and the maker economy”, mette in evidenza che il trend occupazionale dell’artigianato e delle professioni basate sul “saper fare con le mani” è in crescita e che l’artigianato tradizionale non è affatto in via di estinzione. Anzi, se i lavori artigianali coniugano creatività, abilità manuale e padronanza delle tecniche da un lato e innovazione, tecnologie digitali e potenzialità della rete dall’altro, sono destinati a crescere. Lo studio europeo attribuisce all’artigianato “la capacità di creare nuove fonti di reddito sia per i tradizionali laboratori a gestione individuale e vendita diretta ai clienti, sia per le piccole imprese artigiane a conduzione familiare che operano a livello locale”.  I mercati online favoriscono la vendita dei manufatti artigianali e delle produzioni su piccola scala, destinate a soddisfare le esigenze di un numero sempre maggiore di persone che preferiscono la produzione fatta su misura, locale, biologica (ed ecologica) alla produzione industriale di massa.

Gli artigiani digitali
Questo modello produttivo è valido ancora di più oggi: gli “artigiani digitali”, ad esempio, sono quasi sempre freelance che lavorano da casa, o meglio, nei loro appartamenti ipertecnologizzati che sono un esempio di bottega artigiana del XXI secolo”. Nel terzo millennio, infatti, la bottega artigiana non è solo il luogo in cui si producono oggetti di altissima qualità e sono custoditi saperi tramandati di generazione in generazione, ma anche il luogo nel quale oggi c’è maggiore innovazione e spazio per la creatività. Il Censis, nel suo “Rapporto 2017″, parla di “crescente intensità del comparto artigiano, con la moltiplicazione di iniziative innovative come l’artigianato digitale”. L’artigiano, in realtà, ha sempre innovato: attraverso la creazione e il miglioramento degli utensili, la scelta e sperimentazione di nuovi materiali e l’ingegno legato alla riparazione – che spesso è più “sofisticata” rispetto alla creazione dell’oggetto. Oggi, però, gli artigiani sono sempre più digitali (o “digital makers”) e connessi con il mondo e tutti gli studi sul futuro del settore concordano sul fatto che il digitale è una grande opportunità, non solo per l’automazione dei macchinari e la semplificazione delle attività gestionali e amministrative, ma soprattutto per l’e-commerce e “internet delle cose”. L’e-commerce ha reso possibile usare la rete per proporsi al meglio, vendere in tutto il mondo “stando a casa propria”, vendere prodotti non standardizzati e omologati ma altamente personalizzabili (e sempre più ricercati) e mantenere la relazione post- vendita con il cliente a costi molto ridotti. L’internet delle cose, invece, è la nuova frontiera che dà la possibilità di mettere sensori all’interno degli oggetti fatti a mano e su misura. La prospettiva per l’artigianato – che è il più importante settore produttivo di oggetti personalizzati a livello globale – è molto promettente perché consente di creare oggetti “intelligenti” che interagiscono con gli utenti, che “parlano” fra di loro e, soprattutto, con chi li ha prodotti. Grazie all’internet delle cose, l’artigiano può effettuare l’analisi degli utilizzi dei manufatti, perfezionare i manufatti ed effettuare “manutenzione preventiva” agli stessi – il tutto senza muoversi dal laboratorio. La cultura artigiana – che combina, in una miscela straordinaria e inimitabile passato e futuro, tradizione e innovazione – è l’unica che mantiene l’occupazione. Per la grande industria l’innovazione coincide sempre di più con l’automazione e, cioè, la sostituzione del lavoratore con macchine o programmi automatici. Per il mondo artigiano, invece, l’innovazione si esplicita nel potenziamento del lavoratore, che grazie alle tecnologie lavora meglio, ma non viene sostituito dalla macchina”. Rimanere nel territorio di origine, quindi, e decidere di aprire o rilevare un laboratorio artigianale non significa fissazione nostalgica e romantica del passato, ma creazione di lavoro, reddito e benessere per se stessi e per la comunità.

(ESTRATTO DALLA PUBBLICAZIONE "SAPER FARE EDIZIONE 2" , a cura della dott.ssa Marina Gargiulo - Confartigianato imprese Latina)

domenica 14 gennaio 2018

FAR WEB: IL LATO OSCURO DEI SOCIAL

Il lato oscuro dei social


Insulti, discriminazioni di ogni genere, misoginia, istigazione alla violenza, omofobia, fake news dal retrogusto razzista e anti-scientifico, ...... Solo per citare le manifestazioni più evidenti. Non c’è alcun dubbio che la Rete, in particolare con i social media, sia diventata un luogo nel quale scaricare rabbia e frustrazioni senza sensi di colpa, in cui attaccare ferocemente personaggi o emeriti sconosciuti con la sola colpa di avere opinioni diverse.
A monte di questa valanga di fango sembra esserci l’idea che Internet sia una zona franca, un Far Web in cui non esistono regole, in cui vige l’impunità e dove è legittimo e pratico farsi giustizia da sé. Ma è poi davvero colpa della Rete se la gente odia? Siamo veramente disposti a mettere in gioco la nostra libertà d’espressione per portare avanti una crociata indiscriminata contro l’odio online? Qual è, in questa partita, il ruolo che giocano le diverse piattaforme? Quanto incide su certe derive la mancanza diffusa di educazione digitale? E qual è il quadro normativo a cui fare riferimento oggi? Credo sia necessario un percorso formativo di EDUCAZIONE DIGITALE, rivolto soprattutto ai giovani, figli ormai soltanto di Google

venerdì 5 gennaio 2018

18 gennaio 2018: Incontro IMPRENDITORIA FEMMINILE in Confartigianato Latina

"Confartigianato Donne Impresa" di Latina:
Accesso al credito, fare rete tra imprenditrici 
e nuovo bando a fondo perduto.
Latina - Giovedì 18 gennaio 2018 -ore 18,30


Giovedì 18 gennaio 2018, con inizio lavori alle ore 18,30, presso la sede provinciale della Confartigianato di Latina (c/o Centro Commerciale Latina Fiori, Torre 5 Giogli, scala A, sesto piano - tel. 0773.666593) si terrà un incontro-assemblea dell'imprenditoria femminile.
I problemi del settore non sono certamente pochi e l'obiettivo dell'incontro è quello di rafforzare sul territorio, una rete relazionale di imprenditrici e di focalizzare i nuovi possibili interventi in ambito di accesso al cedito per il settore delle piccole e medie imprese locali; intervento possibile grazie ad Artigiancassa, Confidi di riferimento le gli Istituti di credito convenzionati con la Confartigianato di Latina.
Nel corso dell'incontro si presenteranno le convenzioni 2018 e il bando regionale per contributi a fondo perduto, fino ad un massimo di 30 mila euro.
L'incontro sarà presieduto dalla Presidente di Confartigianato Donne Impresa dott.ssa Marina Gargiulo

domenica 17 dicembre 2017

nuove imprese creative: 30mila euro a fondo perduto, il nuovo bando a partire dal 17 gennaio 2018


Sostegno e sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative: Nuovo bando





Informati presso la sede della Confartigianato imprese Latina

Sostenere la nascita e/o lo sviluppo di startup innovative, operanti nel settore delle attività culturali e creative, in particolare nel settore dell’audiovisivo, delle tecnologie applicate ai beni culturali, dell’artigianato artistico, del design, dell’architettura e della musica.

E' questo l'obiettivo dell'avviso pubblico per il quale la Regione Lazio ha stanziato 680.435 euro a valere sul “Fondo della creatività per il sostegno e lo sviluppo di imprese nel settore delle attività culturali e creative”.

Destinatari


  • PMI che hanno o intendono aprire una Sede Operativa nel Lazio, iscritte al Registro delle Imprese da non oltre 6 mesi alla data di pubblicazione dell’Avviso sul BURL;
  • Liberi professionisti titolari di Partita IVA da non oltre 6 mesi alla data di pubblicazione del bando;
  • Società e imprese individuali o familiari non ancora iscritte al Registro delle Imprese al momento della presentazione della domanda.

Settori di attività


  • Arti e Beni culturali - Arte, Restauro, Artigianato artistico, Tecnologie applicate ai beni culturali, Fotografia;
  • Architettura e Design - Architettura, Design, Disegno industriale (prototipazione e produzione in piccola scala di oggetti ingegneristici ed artigianali), Design della Moda;
  • Spettacolo dal vivo e musica;
  • Audiovisivo;
  • Editoria.

Natura e misura dell’agevolazione


L’agevolazione è un contributo a fondo perduto concesso a fronte della realizzazione del Progetto di Avviamento ritenuto ammissibile, idoneo e finanziabile, ed è pari all’80% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 30.000 euro per beneficiario. Per il dettaglio sulla cumulabilità degli aiuti consultare il bando.

Modalità di presentazione della domanda


Le richieste di agevolazione possono essere presentate esclusivamente via PEC all’indirizzo incentivi@pec.lazioinnova.it, a partire dalle ore 12:00 del 17 gennaio 2018 e fino alle ore 12:00 del 28 febbraio 2018, compilando preventivamente il Formulario disponibile online nella piattaforma GeCoWEB accessibile dal sito www.lazioinnova.it nella pagina dedicata a partire dalle ore 12:00 del 12 dicembre 2017 e fino alle ore 12:00 del 28 febbraio 2018.

Tutti i dettagli sono riportati nel bando.

Documentazione di riferimento


 


Modulistica in formato editabile



dott.ssa Marina Gargiulo, Ufficio Bandi, progetti e formazione
per Informazioni: 0773666593




venerdì 24 novembre 2017

ancora poche le donne nel mercato del lavoro rispetto all'UE



Occupazione: la presenza femminile si attesta al 16%,
quasi cinque punti inferiori al 20,8% della media Eurozona.

Ancora poche le donne nel mercato del lavoro rispetto alla media europea. In relazione alla partecipazione delle donne al mercato del lavoro – espressa dal tasso di attività – si rileva il primato della Svezia, con otto donne su dieci che si offrono sul mercato del lavoro (tasso all’81,4%), seguono la Finlandia con il 76,6%, la Danimarca con il 75,7%, ed i Paesi Bassi con il 75,3%. Tra le regioni e le province autonome italiane il tasso di attività femminile più alto è della Provincia Autonoma di Bolzano che si posiziona al 15° posto con un tasso pari al 68,7%, valore superiore al 67,7% della Francia ed al 67,8% della media UE. Al contrario è più bassa la partecipazione delle donne al mercato del lavoro nel Mezzogiorno e le sue regioni si posizionano agli ultimi posti: la Sicilia (38,7%) è ultima, preceduta da Campania (39,4%), Calabria (40,5%), Puglia (41,2%), Basilicata (44,4%), Molise (48,9%), Sardegna (50,1%) e Abruzzo (51,4%). Queste performance contribuiscono a posizionare l’Italia all’ultimo posto nell’Unione con un tasso di attività femminile del 56,0%, 11,8 punti percentuali sotto la media dell’UE. Per non dimenticare che il sistema di welfare italiano si conferma una ‘coperta corta’: l’aumento della spesa pensionistica genera un fenomeno di spiazzamento della spesa sociale destinata a giovani e famiglie.

L’analisi degli ultimi dati disponibili a settembre 2017 (fonte: Ufficio studi della Confartigianato Donna impresa) evidenzia una pausa della crescita dell’occupazione. Sulla base delle aspettative delle imprese l’occupazione è attesa in miglioramento nei prossimi mesi in tutti i settori ad eccezione delle costruzioni. Su base annua si conferma una crescita dell’occupazione (+1,4%, +326 mila) che interessa uomini (+215 mila) e donne (+112 mila) e che si concentra nei lavoratori dipendenti (+387 mila, di cui +361 mila a termine e +26 mila permanenti), mentre calano gli indipendenti (-60 mila). L’aumento è trainato dagli occupati ultracinquantenni (+415 mila); crescono anche gli occupati under 35 (+22 mila), mentre calano i 35-49enni (-110 mila, sui quali influisce in modo determinante il calo demografico di questa classe). Nello stesso periodo diminuiscono sia i disoccupati (-5,1%, -155 mila) sia gli inattivi (-1,4%, -189 mila). Il tasso di occupazione si attesta al 58,1%, stabilizzato (-0,1 punti percentuali) rispetto al mese precedente e in aumento di 0,7 punti rispetto un anno prima. Il rapporto tra occupati e popolazione è di 2,8 punti superiore al minimo di settembre 2013 pur rimanendo inferiore di 0,8 punti al massimo pre crisi di aprile 2008; se consideriamo la distanza di 3,6 punti che intercorre tra il minimo di 55,3% di settembre 2013 ed il massimo di 58,9% di aprile 2008, a settembre 2017 il tasso di occupazione ha recuperato il 78,5% dell’intera distanza. Nonostante il miglioramento degli ultimi quattro anni va ricordato che l’Italia si colloca al penultimo posto nell’Unione a 28 per rapporto tra occupati e popolazione, davanti solo alla Grecia. Nel secondo trimestre 2017 nel settore Energia e utilities si ferma il trend positivo del mercato del lavoro. Se prendiamo come riferimento i dati sull’occupazione per settore forniti da Eurostat - e li valutiamo in media mobile annuale - nel secondo trimestre del 2017 nel settore composto da Fornitura di energia elettrica e gas e Fornitura di acqua e gestione dei rifiuti (sezioni D ed E Ateco 2007) l’occupazione in Italia rimane invariata (+0,0%) peggiorando il +2,8% del primo trimestre 2017 e il +2,3% del quarto trimestre 2016 e interrompendo un trend che era positivo da due anni. L’andamento dell’occupazione nel settore energetico in Italia è in controtendenza rispetto agli altri maggiori Paesi europei. Nell’Eurozona gli occupati salgono del 3,0% migliorando il +1,6% del primo trimestre 2017 e sono in territorio positivo Francia (+5,0% in miglioramento rispetto al +3,9% del primo trimestre 2017), Spagna (+2,5% dopo il -4,4% del primo trimestre 2017) e Germania (+2,1% dopo il -0,8% del trimestre precedente). La stazionarietà dell’occupazione del settore energetico in Italia è la combinazione di un aumento del 4,2% dell’occupazione in Energia elettrica e gas e una diminuzione del 2,2% in Acqua e rifiuti. Segnano un calo del 4,3% le occupate donne mentre gli uomini aumentano dello 0,8%. L’analisi di genere del mercato del lavoro - esaminata nel rapporto presentato alla Convention di Donne Impresa di Confartigianato del mese scorso - evidenzia una crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, che però rimane sensibilmente inferiore rispetto agli altri paesi europei. Tale situazione si conferma anche nel comparto dell’Energia e utilities dove la quota di donne occupate è pari al 16,0% del totale, inferiore al 20,8% dell’Eurozona, in diminuzione di 0,8 punti nell’ultimo anno e di 3,1 punti rispetto al massimo del quarto trimestre 2014; la quota delle lavoratrici donne è del 23,0% in Germania, del 22,7% in Francia e del 18,1% in Spagna. Nel dettaglio settoriale l’incidenza delle occupate donne in Italia è del 12,4% nelle imprese di Acqua e rifiuti (18,0% in Eurozona) mentre è dieci punti superiore, pari al 22,7% in Energia e gas (valore più vicino al 23,9% della media Uem).